Rateizzare con l'Agenzia delle Entrate: cartelle esattoriali e avvisi bonari

Federico Loffredo
A cura di Federico Loffredo, dottore commercialista
Aggiornata a ottobre 2026 · 7 minuti di lettura

Nel 2026 puoi rateizzare una cartella esattoriale fino a 84 rate mensili con una semplice richiesta online, se il debito compreso nella domanda non supera i 120.000 euro. Non serve dimostrare nulla: basta dichiarare di trovarti in una temporanea difficoltà economica. Sopra quella soglia, o se ti servono più di 84 rate, puoi arrivare fino a 120 rate documentando la tua situazione. La rateizzazione si chiede all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, l'ente che dal 2017 ha preso il posto di Equitalia.

Quante rate puoi chiedere nel 2026

Quando chiedi di rateizzare con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, il numero di rate dipende dall'anno in cui presenti la domanda e dall'importo. La riforma della riscossione, con il decreto legislativo 110 del 2024, ha allungato i piani per le domande presentate dal 1° gennaio 2025 e li allungherà ancora nei prossimi anni.

Domanda presentataCon semplice richiesta, fino a 120.000 €Con difficoltà documentata
nel 2025 e nel 2026fino a 84 rate mensilida 85 a 120 rate
nel 2027 e nel 2028fino a 96 rate mensilida 97 a 120 rate
dal 2029fino a 108 rate mensilida 109 a 120 rate

Oltre i 120.000 euro la documentazione serve sempre, per qualsiasi numero di rate. La soglia si calcola sui debiti compresi nella singola domanda, quindi puoi inserire più cartelle nella stessa richiesta.

La rata minima è di 50 euro. Sulle somme dilazionate si pagano gli interessi di dilazione, che per i debiti con l'Erario sono del 4,5% annuo e per i debiti previdenziali del 4,65%, come indica la pagina dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione sui tassi, aggiornata a settembre 2026.

Come si calcola la rata

La rata si ottiene dividendo il debito per il numero di rate e aggiungendo gli interessi di dilazione. Con il servizio online vedi il piano completo prima di confermare, con l'importo di ogni rata e le scadenze, quindi puoi scegliere un numero di rate sostenibile senza fare conti a mano. Più rate significano una rata più leggera e un po' più di interessi: conviene scegliere la rata che sei sicuro di pagare ogni mese, poiché la tenuta del piano conta più del risparmio di qualche euro.

Come si presenta la richiesta di rateizzazione

Per rateizzare con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione la strada più veloce è il servizio Rateizza adesso, nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione o nell'app EquiClick. Si accede con SPID, CIE o CNS, e per le imprese anche con le credenziali Entratel. Il piano si ottiene direttamente online.

I canali per la semplice richiesta, fino a 120.000 euro e 84 rate, sono tre:

  1. online, con Rateizza adesso, anche tramite un intermediario che hai delegato;

  2. via PEC, inviando il modello RS all'indirizzo della tua provincia indicato sul modello;

  3. allo sportello, presentando lo stesso modello.

Se ti servono più di 84 rate o il debito supera i 120.000 euro, la richiesta è documentata e si usa un modello diverso a seconda di chi la presenta:

  • il modello RDF per le persone fisiche e le ditte individuali in contabilità semplificata, che documentano la difficoltà con l'ISEE del nucleo familiare;

  • il modello RDG per le società e gli altri soggetti, che la documentano con due indici di bilancio, l'indice di liquidità e l'indice Alfa, cioè il rapporto fra il debito e il valore della produzione.

I criteri sono fissati dal decreto del Ministero dell'economia del 27 dicembre 2024. Le richieste documentate si inviano alla PEC regionale indicata sul modello o si consegnano allo sportello, e se l'Agenzia prevede di respingerle hai dieci giorni per rispondere e integrare.

Che cosa succede dopo la richiesta

La domanda ti protegge da subito, e il pagamento della prima rata rafforza la protezione. Le regole sono descritte nella pagina dell'Agenzia su che cosa succede con la presentazione della richiesta.

Dal giorno in cui presenti la domanda, e finché paghi regolarmente, l'Agenzia non può iscrivere nuovi fermi amministrativi o ipoteche né avviare nuove procedure esecutive sui debiti che hai chiesto di rateizzare. Le misure già iscritte restano, e le esecuzioni già in corso proseguono fino al pagamento della prima rata.

Con il pagamento della prima rata succedono tre cose:

  • il fermo amministrativo già iscritto sul veicolo viene sospeso, se tutti i debiti a cui si riferisce sono nel piano;

  • i pignoramenti in corso si estinguono, a meno che non ci sia già stata una vendita con esito positivo o un'assegnazione;

  • le ipoteche già iscritte restano, però puoi chiederne la riduzione.

Per un'impresa conta anche un altro effetto. Con l'accoglimento del piano non risulti più inadempiente verso la pubblica amministrazione, e puoi ottenere il DURC regolare, cioè il documento che attesta la regolarità contributiva, se non hai altri debiti previdenziali scaduti e non rateizzati. La prima rata scade non prima di otto giorni lavorativi dall'accoglimento.

Come si pagano le rate e che cosa succede se ne salti una

Le rate si pagano con i moduli pagoPA che ricevi insieme al piano, in banca, alla posta, dall'home banking, dall'app EquiClick o dal sito dell'Agenzia, oppure con l'addebito diretto sul conto corrente. L'addebito automatico è la scelta più sicura per chi ha molte scadenze da seguire.

Il piano decade se non paghi otto rate, anche non consecutive. È la regola in vigore per le domande presentate dal 16 luglio 2022, come spiega l'Agenzia nella pagina sulla decadenza dal piano. Una rata saltata, quindi, non fa perdere il piano: conviene comunque rimetterti in pari appena puoi.

Con la decadenza il debito residuo torna esigibile in un'unica soluzione e l'Agenzia può riprendere le azioni di recupero. Lo stesso carico non si può più rateizzare, mentre restano rateizzabili i debiti diversi. Se la tua situazione peggiora mentre stai pagando, prima di arrivare alla decadenza puoi chiedere una proroga del piano con il modello RDP.

Rateizzare con l'Agenzia delle Entrate o con la Riscossione: cartelle e avvisi bonari

Chi cerca come farlo ha spesso in mano uno di due documenti diversi, e la strada cambia.

DocumentoChi lo mandaA chi chiedi la rateizzazioneRate
Avviso bonario, cioè la comunicazione di irregolarità dopo il controllo della dichiarazioneAgenzia delle EntrateAgenzia delle Entratefino a 20 rate trimestrali
Cartella di pagamentoAgenzia delle Entrate-RiscossioneAgenzia delle Entrate-Riscossionefino a 84 mensili nel 2026, o 120 documentate

L'avviso bonario si può rateizzare in 20 rate trimestrali per qualsiasi importo, dal 2023, come ha comunicato l'Agenzia delle Entrate. Per le comunicazioni elaborate dal 2025 hai 60 giorni per pagare o per versare la prima rata. È spesso la scelta più conveniente, poiché gli interessi sono del 3,5% annuo e le sanzioni sono ridotte rispetto a quelle che si pagano quando il debito diventa cartella. Le regole di calcolo sono nella scheda dell'Agenzia sulle rate.

Quanto a Equitalia, le società del gruppo sono state sciolte il 1° luglio 2017 e l'Agenzia delle Entrate-Riscossione è subentrata in tutti i rapporti. Le cartelle di Equitalia ancora aperte si rateizzano oggi con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione, con le stesse regole di tutte le altre.

Rottamazione quinquies e rateizzazione: che cosa resta aperto nel 2026

La definizione agevolata del 2026, chiamata rottamazione quinquies e introdotta dalla legge di bilancio 2026, riguardava alcuni debiti affidati alla riscossione fra il 2000 e il 2023. Il termine per aderire era il 30 aprile 2026 e non è stato prorogato. Chi ha aderito paga fino a 54 rate bimestrali, e la seconda rata scade il 30 settembre 2026, come ricordano le domande frequenti dell'Agenzia. Due rate non pagate fanno decadere dal beneficio.

Per i debiti di regioni e comuni affidati fra il 2000 e il 2023 si è aperta una seconda finestra, valida solo se l'ente ha deliberato l'adesione entro il 31 luglio 2026, con domande dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Per tutto il resto la strada è la rateizzazione ordinaria descritta in questa guida.

Rateizzare con l'aiuto di Ancora

La richiesta semplice per rateizzare con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione si fa in pochi minuti. Il lavoro vero sta prima e dopo: capire quali debiti inserire nella stessa domanda, se conviene pagare subito un avviso bonario prima che diventi cartella, quante rate può sostenere la tua cassa, e poi tenere il calendario dei pagamenti insieme a tutte le altre scadenze fiscali. Il commercialista Ancora che segue la tua contabilità vede tutti questi numeri insieme, e con una delega presenta la domanda e controlla il piano per te. Se vuoi mettere in ordine i debiti della tua impresa, parlaci della tua azienda.

Domande frequenti

Si può aprire la partita IVA con debiti con l'Agenzia delle Entrate-Riscossione?

Nessuna norma vieta di aprire la partita IVA a chi ha cartelle da pagare, e il modello di apertura dell'Agenzia delle Entrate non chiede informazioni sui debiti. I debiti restano però a tuo carico e i crediti che maturi con la nuova attività possono essere pignorati, quindi conviene rateizzarli prima di partire.

Posso rateizzare più cartelle con una sola domanda?

Sì. Nella stessa richiesta puoi inserire più cartelle e avvisi, e la soglia di 120.000 euro per la semplice richiesta si calcola sul totale dei debiti compresi in quella domanda.

Quanto tempo ci vuole per avere il piano di rateizzazione?

Con il servizio online Rateizza adesso il piano si ottiene subito, al termine della richiesta. Per le richieste documentate i tempi dipendono dall'esame della documentazione, e l'Agenzia non indica un termine fisso.

Posso chiedere di pagare meno rate di quelle massime?

Sì. Il numero di rate lo scegli tu, entro il massimo previsto. Con meno rate paghi meno interessi, con più rate hai una rata mensile più bassa.

Vuoi capire come si applica al tuo caso?

Un commercialista del team Ancora rivede il tuo caso, quando si è in tempo per decidere.

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