Tasse sui dividendi: come si distribuiscono gli utili di una SRL
Abbiamo aggiornato a settembre 2026 le aliquote e le regole sulle tasse sui dividendi.
Gli utili di una SRL si tassano due volte: prima la società paga l'IRES al 24% e l'IRAP, poi sul dividendo distribuito a un socio persona fisica si applica una ritenuta del 26%. Messi insieme, IRES e ritenuta portano via circa il 44% dell'utile, a cui si aggiunge l'IRAP: su 100.000 euro di utile al socio arrivano circa 53.400 euro netti. La ritenuta è definitiva, quindi il dividendo non va dichiarato di nuovo. Gli utili si distribuiscono solo dopo l'approvazione del bilancio e con una decisione dei soci.
Come si distribuiscono gli utili di una SRL
La distribuzione segue un ordine preciso, fissato dal codice civile.
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Approvazione del bilancio. I soci approvano il bilancio entro 120 giorni dalla chiusura dell'esercizio, o entro 180 nei casi previsti dallo statuto. Si possono distribuire solo gli utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio approvato, come stabilisce l'articolo 2478-bis del codice civile.
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Accantonamento alla riserva legale. Almeno il 5% dell'utile va a riserva legale, finché la riserva non raggiunge un quinto del capitale, secondo l'articolo 2430. Se il capitale è sotto i 10.000 euro l'accantonamento sale a un quinto dell'utile, finché riserva e capitale insieme arrivano a 10.000 euro.
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Decisione di distribuzione. I soci decidono quanta parte dell'utile distribuire e quanta tenere in azienda. Salvo diversa previsione dello statuto, gli utili si dividono in proporzione alle quote.
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Pagamento. La società paga il dividendo trattenendo la ritenuta del 26% e la versa all'Erario.
Se la società ha perdite degli anni precedenti non coperte, l'utile va prima a coprirle.
Chi decide e dove resta traccia della decisione
La distribuzione degli utili spetta sempre ai soci, insieme all'approvazione del bilancio, come prevede l'articolo 2479 del codice civile, e gli amministratori non possono deciderla da soli. La decisione va trascritta nel libro delle decisioni dei soci, previsto dall'articolo 2478, e conviene che indichi l'importo distribuito, la ripartizione fra i soci e la data di pagamento. Anche nella SRL con un solo socio la decisione si scrive nel libro, poiché è il documento che giustifica l'uscita di denaro dal conto della società.
Quanto si paga di tasse sui dividendi: un esempio con i numeri
Prendiamo 100.000 euro di utile prima delle imposte, distribuito tutto a soci persone fisiche.
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Utile prima delle imposte | 100.000 € |
| IRAP, stima al 3,9% | − 3.900 € |
| IRES al 24% | − 24.000 € |
| Utile distribuibile | 72.100 € |
| Ritenuta del 26% sul dividendo | − 18.746 € |
| Dividendo netto ai soci | 53.354 € |
Su 100 euro di utile, ai soci ne arrivano circa 53. L'esempio semplifica l'IRAP, che nella realtà si calcola sul valore della produzione e non sull'utile, e trascura la riserva legale, che non riduce le imposte e resta comunque patrimonio della società. L'aliquota ordinaria dell'IRAP è del 3,9%, con variazioni regionali, come indica il Dipartimento delle Finanze.
Nel 2026 non esiste un'IRES ridotta sugli utili reinvestiti: la riduzione al 20% prevista dalla legge di bilancio 2025 valeva solo per il periodo d'imposta 2025, e la legge di bilancio 2026 ha scelto altri incentivi agli investimenti, come l'iperammortamento.
Come si tassano i dividendi a seconda del socio
Le tasse sui dividendi cambiano a seconda del socio: la ritenuta del 26% vale per il socio persona fisica che detiene le quote come privato. Per gli altri soci le regole cambiano.
| Chi riceve il dividendo | Come si tassa |
|---|---|
| Persona fisica, quote detenute come privato | ritenuta del 26% a titolo d'imposta, sia per partecipazioni piccole sia di controllo |
| Società di capitali, per esempio una holding | imponibile solo il 5% del dividendo, quindi un'IRES effettiva dell'1,2% |
| Imprenditore individuale o società di persone, quote nell'impresa | il dividendo concorre al reddito d'impresa per il 58,14%, se deriva da utili prodotti dal 2017 |
Per il socio persona fisica il 26% vale dal 2018 anche per le partecipazioni qualificate, cioè quelle sopra certe soglie di voti o di capitale, per effetto della legge di bilancio 2018. Il regime transitorio per le riserve di utili formate fino al 2017 si è chiuso con le delibere adottate entro il 31 dicembre 2022, come ha ricordato l'Agenzia delle Entrate nel principio di diritto 3 del 2022.
La percentuale del 58,14% per imprenditori e società di persone è fissata dal decreto del Ministero dell'economia del 26 maggio 2017.
Per i dividendi che una SRL riceve da un'altra società, l'esclusione del 95% prevista dall'articolo 89 del testo unico delle imposte sui redditi vale di nuovo senza soglie minime di partecipazione. La legge di bilancio 2026 le aveva introdotte, e il decreto-legge 38 del 2026 le ha abrogate con effetto dal 1° gennaio 2026, come riepiloga Fisco Oggi. Per una società che svolge un'attività industriale o commerciale, i dividendi ricevuti restano fuori dalla base IRAP, poiché sono proventi finanziari.
Quando e come si versa la ritenuta sui dividendi
Le tasse sui dividendi le trattiene la società quando paga il dividendo, sotto forma di ritenuta, e le versa con il modello F24.
| Adempimento | Scadenza | Riferimento |
|---|---|---|
| Versamento della ritenuta del 26% | entro il 16 del mese successivo al trimestre in cui il dividendo è stato pagato: 16 aprile, 16 luglio, 16 ottobre e 16 gennaio | codice tributo 1035 |
| Certificazione degli utili al socio, modello CUPE | entro il 16 marzo dell'anno successivo | articolo 4 del DPR 322/1998 |
| Dichiarazione dei sostituti d'imposta, modello 770 | entro il 31 ottobre dell'anno successivo |
Il versamento trimestrale è previsto dall'articolo 8 del DPR 602 del 1973, e il codice tributo 1035 è quello delle ritenute sugli utili distribuiti da società, come riporta lo scadenzario dell'Agenzia delle Entrate.
Il ravvedimento operoso se la ritenuta non è stata versata
Se la società ha trattenuto la ritenuta e non l'ha versata in tempo, può rimediare con il ravvedimento operoso, pagando la ritenuta, gli interessi e una sanzione ridotta.
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La ritenuta si versa con il codice tributo 1035.
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La sanzione si versa con il codice tributo 8906, sanzione pecuniaria dei sostituti d'imposta.
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Gli interessi si calcolano al tasso legale, giorno per giorno, e si sommano alla ritenuta con lo stesso codice tributo 1035, indicandoli a parte nel quadro ST del modello 770, come ha stabilito l'Agenzia delle Entrate nella risoluzione 109/E del 2007.
Per le violazioni dal 1° settembre 2024 la sanzione per omesso versamento è del 25% dell'importo, dimezzata se il ritardo non supera i 90 giorni e ridotta ancora se il ritardo non supera i 15 giorni, secondo l'articolo 13 del decreto legislativo 471 del 1997. Con il ravvedimento la sanzione si riduce a un decimo se paghi entro 30 giorni, a un nono entro 90, a un ottavo entro il termine della dichiarazione, a un settimo oltre. Prima si rimedia, meno si paga.
Il dividendo si tassa quando viene pagato
La ritenuta del 26% si applica agli utili «in qualunque forma corrisposti», secondo l'articolo 27 del DPR 600 del 1973, quindi conta il momento del pagamento e non quello della delibera. Se i soci decidono la distribuzione a maggio e la società paga a dicembre, la ritenuta segue il pagamento di dicembre e si versa entro il 16 gennaio. Un dividendo deliberato e non ancora pagato resta un debito della società verso il socio, e la ritenuta scatta solo quando viene saldato, anche se il pagamento avviene in più rate.
Lo stesso vale per gli utili distribuiti in natura, per esempio con un bene della società. In quel caso il socio, per ricevere il bene, deve versare alla società l'importo della ritenuta, calcolato sul valore normale del bene, come stabilisce il comma 2 dello stesso articolo.
I dividendi pagati a un socio che non risiede in Italia
Anche per le tasse sui dividendi di un socio che vive all'estero è la SRL a trattenere la ritenuta, però l'aliquota cambia secondo chi riceve il dividendo, in base agli articoli 27 e 27-bis del DPR 600.
| Chi riceve il dividendo | Ritenuta |
|---|---|
| Persona fisica residente all'estero | 26%, con diritto al rimborso fino a undici ventiseiesimi della ritenuta per l'imposta pagata in via definitiva nel proprio Paese, oppure l'aliquota ridotta della convenzione contro le doppie imposizioni |
| Società soggetta all'imposta sulle società in un Paese dell'Unione europea o dello Spazio economico europeo incluso nella lista ministeriale | 1,20% |
| Società madre europea che detiene almeno il 10% delle quote da almeno un anno, con i requisiti della direttiva madre-figlia | nessuna ritenuta, oppure rimborso |
Per applicare un'aliquota ridotta o l'esenzione la società deve avere la documentazione del socio prima del pagamento, per esempio il certificato di residenza fiscale rilasciato dal suo Paese, altrimenti trattiene il 26%. La soglia del 10% per le società madri europee vale dal 2009, per effetto del decreto legislativo 49 del 2007. La ritenuta sui dividendi pagati ai soci non residenti si versa con un codice tributo diverso da quello dei soci italiani, il 1036, con le stesse scadenze trimestrali, come indica la scheda dell'Agenzia delle Entrate sul codice tributo.
Gli utili non distribuiti
Un utile lasciato in azienda paga l'IRES e l'IRAP e si ferma lì: la ritenuta del 26% scatta solo quando la società lo distribuisce. Tenere gli utili in riserva ha senso quando servono per investire, assumere, rafforzare il patrimonio davanti alle banche o prepararsi a un anno più difficile. Il 26% però arriva comunque il giorno in cui le riserve vengono distribuite.
C'è poi una regola da conoscere prima di prelevare le riserve. Se la società ha sia riserve di utili sia riserve di capitale, per esempio versamenti fatti dai soci, l'articolo 47 del testo unico presume che si distribuiscano per prime le riserve di utili, anche se la delibera dice il contrario. La restituzione dei versamenti dei soci, che di per sé non si tassa, arriva quindi solo dopo che le riserve di utili sono state esaurite.
Prelevare dalla SRL senza distribuire gli utili
I soldi della SRL sono della società, anche quando il socio è uno solo. Un prelievo dal conto aziendale senza una delibera di distribuzione o una decisione sul compenso diventa un debito del socio verso la società, da restituire o da regolare, e in un controllo può essere trattato come un utile distribuito di fatto. Se ti serve liquidità in corso d'anno, le strade corrette sono il compenso da amministratore o un finanziamento documentato dalla società al socio.
Dividendo o compenso: come scegliere
Distribuire tutto come dividendo non è sempre la scelta che lascia di più in tasca al socio amministratore. Un compenso ben dimensionato riduce la base IRES della società e, nella fascia in cui l'IRPEF è azzerata dalle detrazioni, costa meno del dividendo. Il confronto sul tuo utile lo fa il calcolatore compenso o dividendi, e le regole del compenso sono nella guida sul compenso dell'amministratore di SRL.
Utili distribuiti nel modo giusto
La distribuzione degli utili è l'ultimo passo di un anno di contabilità: bilancio, riserve, delibera, ritenuta, certificazione e dichiarazione. Seguire questi passaggi nell'ordine giusto evita sanzioni e contestazioni. In Ancora i commercialisti che seguono la tua SRL tengono in ordine tutta la sequenza insieme al resto. Se vuoi che ce ne occupiamo noi, parlaci della tua azienda.
Domande frequenti
I dividendi della SRL vanno nella dichiarazione dei redditi?
No, se sei un socio persona fisica e detieni le quote come privato. La ritenuta del 26% è a titolo d'imposta, cioè definitiva, e la società certifica il dividendo con il modello CUPE.
Gli utili si devono dividere in base alle quote?
Di norma sì. La legge prevede la distribuzione in proporzione alle quote, e lo statuto può prevedere criteri diversi, per esempio attribuendo a un socio diritti particolari sugli utili.
Si possono distribuire gli utili di anni passati?
Sì. Gli utili accantonati a riserva negli anni precedenti si possono distribuire con una nuova decisione dei soci, e sul dividendo si applica la ritenuta del 26% al momento del pagamento.
Quanto si paga di tasse su un dividendo di 10.000 euro?
Per un socio persona fisica le tasse sui dividendi sono 2.600 euro di ritenuta, quindi ne arrivano 7.400 netti. A monte la società ha già pagato l'IRES e l'IRAP sull'utile da cui il dividendo deriva.
Il dividendo si può pagare a rate?
Sì. La decisione dei soci può fissare pagamenti in più momenti, e la società applica la ritenuta del 26% su ciascuna rata quando la paga, versandola entro il 16 del mese successivo al trimestre del pagamento.
Vuoi capire come si applica al tuo caso?
Un commercialista del team Ancora rivede il tuo caso, quando si è in tempo per decidere.